I Fanghi e le Acque Calde

L’attività vulcanica, presente in diverse forme sull’isola, si manifesta nello spettacolo paesaggistico della zona termale, avvalorandosi di un potenziale terapeutico.
La “pozza” dei Fanghi, che ogni anno attira migliaia di visitatori, è infatti un’attrazione naturale dall’aspetto inconfondibile: non sono solo i colori, che variano dall’ocra al bronzo, a caratterizzarla, ma sono anche l’acre odore di zolfo ed il calore emanato dalle fumarole ad annunciarne la prossimità.
La Spa a cielo aperto, nonostante l’assenza di un vero e proprio stabilimento, offre un percorso in più stazioni: le fumarole solforose benefiche per le vie aeree, i fanghi dalle proprietà terapeutiche per le affezioni articolari e dermatologiche, e le adiacenti “acque calde”, così chiamate per via dei soffioni sottomarini, con le quali si conclude questo percorso tutto naturale di balneoterapia termale.
Mentre alcune fumarole provengono dalla parete rocciosa che sovrasta la “pozza” e la spiaggia delle Acque Calde, altre vanno ad alimentare, insieme a flussi sorgivi di acqua salmastra e fanghi argillosi, il prezioso laghetto.
La temperatura dei fanghi varia con le stagioni, ma è comunque consigliabile evitare le ore calde del giorno. E’ indispensabile il parere medico per valutare benefici e tempistiche.

Per maggiori informazioni: Geoterme Vulcano, soprattutto I Fanghi di Vulcano

Il Gelso ( a 15 Km )

La minuscola frazione del Gelso: una chiesa, la prima dell’isola; un affascinante faro dismesso; un molo accanto ad un lembo di spiaggia nerissima e due piccole trattorie dove mangiare del pesce appena pescato ed i tipici antipasti della cucina siciliana. La sera il Gelso rende visibile uno spettacolo di luci provenienti dalla Sicilia.
Il nome deriva probabilmente dalla presenza di alcuni esemplari della pianta del gelso, i cui frutti in molti bar dell’isola vengono usati per la preparazione di deliziose granite.
Provvista di un porticciolo naturalmente riparato dalle intemperie, vide nascere una delle prime comunità vulcanare, perpetuandone annualmente la tradizione, con la festa della Madonna delle Grazie (a Luglio, con processione in mare), alla quale è dedicata la chiesetta semplice, ma graziosa. Nella canonica sono raccolte alcune foto dei primi abitanti della comunità.
Il Gelso è raggiungibile in macchina o in autobus con partenza dal porto, oppure dal mare. Nella stessa località, poche calette più avanti, ci sono lidi attrezzati dove è anche possibile pranzare.
Se siete amanti del sole vi consigliamo di visitare il Gelso la mattina, sia per via degli orari degli autobus, sia perchè è la zona dell’isola che presto al pomeriggio rimane in ombra.

Consultate gli orari dell’autobus prima di organizzare la vostra gita.

Trekking: Cratere e Valle della Roja, Capo grillo, il Piano, Vulcanello e Valle dei Mostri

La selvaggia natura vulcanica dell’isola e la sua varietà la rendono l’ambientazione perfetta per attività e sport all’aperto: tra le quali il trekking, le escursioni in kayak, il diving, i giri in mountain bike e lo jogging. Oltre all’imperdibile escursione sul cratere, Vulcano offre agli appassionati di trekking percorsi diversi per difficoltà e durata, ma incantevoli in egual misura. Vi sarà possibile ripercorrere l’antica rete di sentieri e mulattiere, recuperate e rivalorizzate da alcuni operatori del luogo, e venire così a contatto con la flora e la fauna delle Eolie.

Per Info su attrezzatura da trekking e tour guidati: Noleggio da Paolo

La Valle dei Mostri

A poco più di 1 km dal Residence Baiazzurra, in direzione di Vulcanello, si trova la Valle dei Mostri: un piccolo deserto di sabbia e vegetazione arbustiva nel quale, con la complicità del sole al tramonto, le rocce di pietra lavica che vi troneggiano, “prendono vita”, ricordando ai più creativi, figure fantastiche.

Il Piano

A 6 km dal Residence, raggiungibile anche in autobus (con la stessa linea che porta al Gelso), si trova il Piano: un altopiano formatosi dal riempimento di un imploso edificio vulcanico. La zona del Piano, che si trova a 400 m di altezza e gode quindi di temperature lievemente più alte e di una vegetazione più florida e collinare (in autunno/inverno è possibile raccogliere funghi, mentre in estate vengono coltivati diversi alberi da frutto), ospita il secondo conglomerato urbano dell’isola. Qui si trovano le scuole di Vulcano, una seconda chiesa ed alcune trattorie tipiche, che spesso offrono un servizio navetta per il porto. Soprattutto in estate, questa zona distaccata e tranquilla mostra ai suoi visitatori tutto un altro aspetto dell’isola, con la sua quiete, le abitazioni diradate e le sporadiche pecore e caprette degli allevatori locali (questi riforniscono il caseificio dell’isola, La Vecchia Fattoria, dove assaggiare assolutamente le ricottine fresche ed i formaggi stagionati).

Capo Grillo, Lentia

A 7 km dal Residence, ma raggiungibile sia in autobus dal Porto, che a piedi dal Piano (e per i più allenati: in mountain bike!), si trova uno dei più bei punti panoramici delle Eolie:
Capo Grillo, dal quale, nelle giornate più limpide, si possono ammirare persino gli sbuffi di fumo dello Stromboli.

Alicudi e Filicudi sono invece ancor più belle se osservate al tramonto da Lentia.

La Valle della Roja

Un percorso un po’ più impegnativo, soprattutto per via della vegetazione circostante, è quello della Valle della Roja. Questo avvallamento che fiancheggia il vulcano viene percorso da un esile torrente di acqua piovana, che giunge ad uno strapiombo sul mare, visibile anche in barca, detto a Schicciula (la Goccia). Le pareti della valle, costituite da un susseguirsi di stratificazioni, raccontano la storia geologica dell’isola. Per gli amanti del genere: un’esperienza indimenticabile.

Scalata al gran cratere

Il sentiero che conduce alla “Fossa” è raggiungibile dopo appena 1 km di passeggiata dal porto ed è posto lungo la Strada Provinciale che porta a Vulcano Piano.

Ai piedi del vulcano si distinguono già le diverse colorazioni che esso assume, lasciando intuire una struttura geologicamente eterogenea ed un percorso mutevole: questo inizia infatti su di un terreno sabbioso, che rallenta il passo dell’escursionista impaziente di acquisire nuove prospettive e di contenere in uno sguardo tutta la zona del Porto.

Presto si ottiene una prima panoramica della zona circostante, popolata dalle ostinate ginestre, le uniche in grado di attecchire su terreni tanto inospitali. Incantevole il contrasto primaverile tra il giallo dei loro fiori e le ceneri del fondo basaltico.
Segue un tornante dal fondo tufico argillaceo e rossastro, segnato dai solchi delle acque piovane, superato il quale, dopo un breve tratto roccioso, si giunge al bordo del cratere.

 

Baiazzurra_Cratere_15

Dalla parte sinistra dell’orlo della cavità vulcanica provengono le esalazioni sulfuree delle fumarole, dove il terreno si fa incandescente e l’aria soffocante.
Lasciandosi questo paesaggio lunare alle spalle e percorrendo il periplo del cratere, mutano nuovamente i panorami: si raggiunge il punto più alto del vulcano (391 m) e nelle giornate più limpide è possibile ammirare la Sicilia e la cima dell’Etna.

Va da sé che l’escursione va affrontata con le giuste attrezzature (possibilmente scarponcini e bastoni da trekking, k-way per ripararsi dal vento giunti in cima, acqua), prendendo le dovute precauzioni (evitare le ore calde, senza però indugiare oltre il tramonto se non accompagnati da guida) ed attenendosi alle regole del buon senso (evitare la zona delle fumarole dove le temperature sono molto alte; non scendere assolutamente nel cratere dove la concentrazione di anidride carbonica, per quanto impercettibile, può essere fatale; non allontanarsi dal sentiero principale).

Vale la pena optare per un tour guidato, arricchito da interessanti informazioni vulcanologiche e geologiche.

Per ulteriori informazioni visitate il Centro vulcanologico “Marcello Carapezza” di Vulcano (ingresso gratuito) e la Sezione Vulcanologica del Museo Archeologico di Lipari.